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RICERCA
E FORMAZIONE VITIENOLOGICA IN CINA
Carlo
Queruli
Fonti
Enologiche Italia-Cina, Editor
queruli@hotmail.com
La
formazione e la ricerca vitienologica in Cina riflettono le tendenza
di questo settore, la tradizione che lo sorregge e la sua moderna
evoluzione. Si tratta di un osservatorio privilegiato per conoscere
questa realtà emergente ma forse poco conosciuta nei suoi risvolti
profondi. Attualmente vi sono varie istituzioni ed enti che si
dedicano alla formazione e ricerca vitienologica. Qui teneteremo di
analizziarli sinteticamente.
Istituti
e Università
di industria leggera.
In
Cina con la dicitura “industria leggera” vengono compresi oltre
quaranta settori produttivi. Ad essi fà capo un ministero
governativo che li raccoglie e coordina. Ad essi inoltre corrisponde
una articolata Casa editrice statale, la China Light Industry Press.
La denominazione “industria leggera” si rifà ad una
suddivisione voluta da Mao Tzedong tra “Industria pesante” e
quella leggera, dove la prima copre il settore metallurgico
industriale mentre la seconda quasi tutti i restanti e diversificati
campi: dalla culinaria all’abbigliamento, dalla stampa alla
cosmesi, come pure le bevande e gli alimenti. In questi Istituti ed
università esiste di sovente il diparimento delle industrie
alimentari al cui interno si trova la sezione per le bevande
alcoliche. In relazione a queste, esistono dei corsi in tecnica
enologica. La trattazione del vino avviene alla stregua di altri
fermentati e con scarsa attinenza alla sua materia prima, l’uva.
Gli istituti piú importanti da ricordare per il settore enologico
sono la Università di Wuxi, l’Istituto di Shandong, Dalian e
Tianjing. A livello nazionale, per l’industria leggera esiste un
grande istituto di ricerca a Pechino. L’istituto si occupa della
raccolta dati, analisi e certificazioni sulla qualità dei prodotti
fermentati.
Università
di agraria.
Mentre
gli isitituti di industria leggera puntano agli aspetti tecnici,
chimici e biologici dei processi fermentativi, le Università di
agraria offrono anche la formazione e ricerca viticola. In generale,
però, tale studio è inserito l’interno di corsi e dipartimenti
di coltivazioni arboree. Parimenti dicasi dell’enologia che si
trova isolata nei dipartiemnti e corsi di industrie alimentari.
Nonostante questo, peró, sarebbe errato pensare che siano mancati
studi e ricerche in questi settori. L’Università di maggior e
prolungata tradizione nell’interesse per la vitienologia è
sicuramente la China Agricultural University di Pechino.
Totalmente
nuova e innovativa si presenta invece l’impostazione
dall’Università nord-ovest di Yangling (provincia dello Shaanxi).
Quest’ultima al suo interno, possiede un vero e proprio Istituto
enologico. Sorto nel 1994, esso è strutturato secondo i criteri
dell’OIV ed ha legami con l’industria enologica cinese e vari
organismi internazionali. Qui l’insegnamento e la ricerca della
viticoltura e dell’enologia si trovano congiunti nello sforzo di
affrontare le sfide dell’enologia mondiale. Per la sua peculiaritá,
viene definito la “culla degli enologi cinesi”.
Centri
di ricerca e controllo qualità
Oltre
ai centri di ricerca connessi all’industria leggera ed alle facoltà
di agraria, esistono dei centri specializzati indipendenti. Uno di
questi è l’Istituto di viticoltura ed enologia di Jinan, nello
Shangong. Sorto nel 1956, per molto tempo è stato l’unico centro
a occuparsi del comparto viti-enologico in Cina. Si dedica in modo
particolare alla raccolta e selezione di varietà di uva, alla
pubblicazione la rivista “Sino-overseas Grapevine & Vine”, e
confronta varietà cinesi e internazionali in relazione al
produzione qualitativa di vino. Questa entità è sorta con il
patrocinio della provincia dello Shandong,
provincia particolarmente dedita alla produzione intesiva di
uva e alla produzione vinicola. Recentemente il centro ha costituito
sedi secondarie in altre provincie cinesi.
Di
più recente istituzione e con competenze più specifiche è il
“Centro nazionale controllo qualità del vino” di Yantai. Nato
nel 1988, il centro dispone di laboratori adeguantamente attrezzati
per condurre analisi di laboratorio. Si avvale inoltre di una
commissione per l’analisi sensoriale costitutita anche da esperti
esterni al centro. Lavora sia a livello regionale che nazionale
certificando i vini di aziende cinesi. Ancora una volta, lo Shandong
fà da provincia trainante per lo sviluppo della industria enologia
cinese.
Centri
di raccolta del germoplasma viticolo
Un
accenno meritano anche altri due centri: l’Istituto di ricerca
piante arboree di Zhengzhou (provincia dello Henan) dell’Accademia
di scienze agricole cinese e l’Istituto di ricerca piante arboree
di Taigu (provinvia dello Shanxi) dell’Accademia di scienze
agricole dello Shanxi. In questi istituti state raccolte oltre 1300
varietà, per la maggior parte si tratta di uva da tavola. Alcune di
esse sono state messe a punto da ricercatori cinesi e diffuse per la
coltivazione in campo. Si lamenta la mancanza di un centro per la
certificazione della qualità sul materiale di propagazione.
Da
quanto brevemente esposto, si possono rilevare due tensioni che
percorrono la formazione e ricerca vitienologica in Cina. La prima
“tensione” riguarda la mancanza di tradizione enologica rispetto
ad una più antica e ancorata tradizione viticola. In questo senso
si capisce come più che di enologia si debba parlare di studio
della “fermentazione” di cui l’uva è solo una delle possibili
materie prime. Oppure si può parlare di “bevande alcoliche” di
cui il vino è uno dei possibili prodotti. Da qui deriva anche la
forte tradizione viticola dell’uva da tavola rispetto all’uva da
vino e la scarsa selezione nel destinare i due tipi di uva alla
produzione dei vini.
La
seconda “tensione” è il tentativo di rendere la viti-enologia
cinese competitiva nei confronti di altri paesi, sia per il suo
mercato interno che eventualemte anche per quello esterno. Ma questo
non è tutto. La Cina non deve solo uniformarsi e competere con
certi standard ma anche sapere valorizzare le sue peculiari risorse
quali le diverse aree di produzioni e i vitigni autoctoni. Si pensi,
ad esempio, ai vitigni selvatici ed ai vini che da essi si producono.
Nel
processo di sviluppo e modernizzazione, la formazione e ricerca in
Cina dovrá fare sempre più attenzione a queste tensioni radicate a
livello di prassi agricola, produttiva e commerciale ma forse più
profondamente a livello culturale.
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