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Le
varietà d'uva da vino in Cina
Jim
Sun
Editor
in Chief, China Wine on Line
E-mail:
jimsun@winechina.com
Introduzione
generale
Principali
varietà coltivate
Le
varietà selvatiche
1.
Introduzione generale
A
seconda del loro utilizzo, le varietà d'uva si possono
suddividere in tre gruppi: varietà per la produzione di vini
bianchi, varietà per la produzione di vini rossi e varietà per la
produzione di vini da taglio. Le varietà più pregiate, destinate
alla produzione di vino bianco, sono: Riesling italico, Chardonnay,
Chenin Blanc, Occhio del drago, Semillon ecc. Tra queste, il
Riesling italico e l'Occhio del drago sono le varietà più
coltivate in Cina. In modo particolare, l'Occhio del drago,
coltivato già da tempi molto antichi, si può trovare oggi in una
vasta zona che va dall'altopiano del loess alla costa dello
Shandong. Anche nel bacino di Huai Zhuo, nello Hebei, vi è un'ampia superficie dedicata alla coltivazione di questa varietà.
Inoltre, il bianco secco Great Wall, ottenuto con l'uso di uve
Occhio del drago, ha ricevuto più volte riconoscimenti
internazionali ed è stato definito il “vino pregiato d'oriente”.
Da questo tipo di vitigno, infatti, si produce vino della più alta
qualità, di color giallo paglierino, dal profumo nitido, aromatico,
di sapore morbido e fresco, e con retrogusto persistente. Negli anni
'80 ha fatto la sua entrata dalla Francia il Semillon, ora
coltivato nello Hebei, Shandong, Shaanxi e Xinzhang.
Le
principali varietà usate per la produzione di vini rossi sono:
Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Carignan, Pinot nero,
Faguolan, Ruby Cabernet, ecc. Di queste varietà, molte sono state
importate in Cina dall'Europa nel 1892, altre invece sono arrivate
attraverso vari tentativi dopo gli anni '80. Di queste varietà
d'uva, il Madeira (Blue French) è noto per la sua forte
adattabilità, l'alta produzione e la precoce maturazione. Il vino
che si ottiene è di color rosso rubino intenso dal sapore abboccato.
Il Madeira è anche una delle principali varietà utilizzate in Cina.
Il Cabernet Sauvignon è il vitigno tradizionale più pregiato della
regione francese di Bordeaux, destinato alla produzione di vino
rosso secco. Il Ruby Cabernet ha la caratteristica di produrre vini
di qualità, concorrendo così a soddisfare la crescente richiesta
di vino rosso degli ultimi anni. Anche questa varietà in Cina è da
considerare come una delle più importanti materie base per la
produzione di vino rosso.
I
vitigni per la produzione di vini da taglio di qualità sono: Yan
74, Wan Hongmi, Hongzhilu, Baco, ecc. La varietà Yan 74 è un
ibrido nato in Cina presso la Cantina Changyu nel 1966 incrociando
la varietà Alicante Bouschet con Moscato d’Amburgo. Essa è
coltivata specialmente nella penisola dello Shandong. Oggi, risulta
la varietà più qualificata per le correzioni di colore nei vini.
Ha, infatti, colore intenso e vivace, persistente a lunghi periodi
di invecchiamento e senza dare precipitazioni. Hongzhilu è
anch'esso un ibrido di marca cinese realizzato con una serie di
incroci tra Merlot e Petit Verdot. Il vino che da esso trae origine
si presenta di color rosso rubino intenso, di gusto morbido e pulito,
resistente all'invecchiamento, con retrogusto durevole. è
particolarmente adatto alla produzione di vino da taglio.
2.
Principali vitigni stranieri coltivati in Cina
Rossi:
Cabernet
Sauvignon, Cabernet Franc, Cabernet Gernischt, Carignan, Sinsaut,
Gamay, Grenache, Merlot, Mission, Nebbiolo, Petit Verdot, Pinot
Noir, Ruby Cabernet, Sangiovese, Syrah, Zinfandel.
Bianchi:
Aligote,
Chardonnay, Chenin Blanc, Traminer, Riesling Italico, Grey Riesling,
White Riesling, Muller-Thurgau, Muscat Blanc, Pinot Blanc, Sauvignon
Blanc, Silvaner, Ugni Blanc, Folle Blanche, Colombard.
3.
Le varietà selvatiche
GENERE
VITIS. Il genere Vitis fa parte della famiglia delle Vitaceae
e si suddivide in due sub-generi: Euvitis e Muscadinia.
A questa categoria appartengono più di 70 specie, di cui oltre 30
sono originarie della Cina.
Al
sub-genere Muscadinia appartengono due specie: la V. rotundifolia
Michx. e la V. munsoniana Simpson.
Al
sub-genere Euvitis appartengono quasi 70 specie le quali, a seconda
del luogo di origine, sono classificate nei seguenti gruppi:
nord-americane, asiatico-orientali ed euro-asiatiche.
Gruppo
delle specie nord-americane.
Le più rilevanti sono: V. lambrusca L., V. riparia Michx.
e V. rupestris Scheele.
Gruppo
delle specie asiatico-orientali.
Sono più di 40 specie di cui oltre 30 sono di origine cinese. Le più
rappresentative sono: la V. amurensis Rupr., la V.
quinquangularis Rehd., la V. davidii Roman.Foex, ecc.
Gruppo
delle specie euro-asiatiche.
A questo appartiene esclusivamente la V. vinifera. Varietà
comuni come il Moscato d’Amburgo, Occhio del drago, Cabernet
Sauvignon, Chardonnay, ecc., appartengono tutte a questa specie.
VITI
SELVATICHE E VITI DOMESTICHE. Il termine “viti domestiche” viene
usato oggi per definire le più comuni e numerose varietà di uva da
tavola e di uva da vino. Vi è la consuetudine di indicare come
“viti domestiche” tutte quelle varietà appartenenti alla specie
V. vinifera L. del gruppo euro-asiatico come ad esempio il
Cabernet Sauvignon, Occhio del drago, Chardonnay. Invece, varietà
di origine cinese, che crescono a livello locale, quali V.
amurensis Rupr., V. quinquangularis Rehd., e V.
davidii Roman Foex e appartenenti al gruppo asiatico-orientale,
vengono chiamate “viti di montagna” o “viti selvatiche”.
Inoltre, tenendo conto dello sviluppo e dei progressi realizzati nel
corso della storia e del fatto che in certe regioni dove è
abbastanza comune coltivare viti selvatiche (vedi ad esempio la V.
amurensis nel nord-ovest e la V. davidii Roman. Foex nel
Jiangxi, Cina sud-orientale) il processo di addomesticamento è già
iniziato, tali varietà entreranno gradualmente a far parte della
categoria delle “viti domestiche”.
Secondo
i dati delle ricerche, la nascita e allevamento della vite possono
essere fatti risalire a 7-9000 anni fa, in tre regioni geografiche
ben distinte ed indipendenti. Una di esse era costituita da tutti
quei paesi che si trovavano lungo il Mar Mediterraneo. Con molta
probabilità, proprio qui, in zone distinte, hanno fatto la loro
comparsa i vitigni selvatici. Le diverse condizioni ambientali e
colturali hanno poi dato vita a un ricco patrimonio di varietà e di
uve qualitative che si sono diffusi in tutto il mondo. Il medesimo
fenomeno si stà verificando ora con la V. amurensis, una
varietà che ricopre un ruolo importante soprattutto per l'industria vinicola delle regioni cinesi soggette ad inverni
molto rigidi.
VITIGNI
DI MONTAGNA (selvatici), IN SENSO AMPIO E IN SENSO STRETTO. Nella
maggior parte delle regioni, vi è la consuetudine di chiamare le
viti selvatiche locali “vitigno/i di montagna”. Questo
appellativo, però, può essere inteso sia in senso ampio sia in
senso stretto.
In
senso ampio, esso indica tutte le varietà di vitigni selvatici di
origine cinese, circa una trentina, situate in aree diverse del
paese. L'esperto J. N. Moore, nel capitolo dedicato alla vite del
suo “Genetic Resources of Temperate Fruit and Nut Crops”,
presenta, infatti, 29 specie (di cui ne tratta 8). In senso ampio,
la cosiddetta “specie di montagna” comprende al suo interno: V.
amurensis Rupr, V. quinquangularis Rehd., V. davidii
Roman Foex, V. flexuosa Thund., V. thunbergii Sieb. et
Zucc., V. romanetii Roman., V. pseudoreticulata W.T.
Wang., V. ficifolia, V. piasezkii Maxim., V.
wilsonae Veitch, V. lanata Roxb., ecc. Fra queste, la V.
amurensis Rupr. nell'area del nord-est, la V. davidii
Roman. Foex. nello Jiangxi e le varietà della V.
quinquangularis Rehd. nel Guangxi sono importanti risorse
viticole per la produzione locale di vino.
In
senso stretto, con il termine “vitigni di montagna” si indica la
specie V. amurensis Rupr., coltivata nella zona nord-est del
paese. Secondo quanto stabilito dal disciplinare “vitigno di
montagna” del Dipartimento di Stato dell'Industria Leggera (QB/T1982-94),
la definizione “vitigno di montagna” deve essere intesa in senso
ampio.
[Tradotto
da C. Queruli e P. Maturani]
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