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RELAZIONE VENDEMMIA 2002 47 MILIONI DI ETTOLITRI DI VINO: È LA VENDEMMIA PIÙ POVERA DEGLI ULTIMI 45 ANNI |
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http://www.winechina.com 2002-12-12 di
Giuseppe Martelli Direttore
generale Associazione Enologi Enotecnici Italiani Da:
¡±L¡¯Enologo¡±, settembre 2002 Non
si produrranno pi¨´ di 47 milioni di ettolitri di vino, con un decremento
del 10% rispetto allo scorso anno, quando si registrarono 52,3 milioni di
ettolitri contro i 54 della media quinquennale. Molto eterogenea la qualit¨¤:
in una stessa regione il sufficiente si scontra con l¡¯ottimo ed il
mediocre con l¡¯eccellente. Questi in sintesi i risultati di una pazza
annata, caratterizzata da gelo, caldo, grandine, siccit¨¤ e nubifragi che,
fino a luglio, hanno annegato la produzione al Nord e l¡¯hanno bruciata al
Sud. La
ripresa vegetativa ¨¨ avvenuta in tutta la penisola in modo regolare con un
leggero anticipo rispetto alla normale epoca, favorita dalle alte
temperature che dal 10 febbraio, un po¡¯ dovunque, sono risultate al di
sopra della norma. In
marzo il caldo ha continuato ad imperversare e le precipitazioni a
scarseggiare; a Milano il 31 il termometro di Piazza Duomo ha toccato i 30
gradi, ma solo dieci giorni dopo ¨¨ ¡°tornato l¡¯inverno¡± con piogge
abbondanti e basse temperature che hanno interessato anche il Centro-Sud.
Una situazione che, a seconda delle zone e delle variet¨¤, ha determinato un
germogliamento eterogeneo, regolare in certi vigneti, scalare in altri,
spesso con una vistosa differenza tra pianura e collina e con presenza di
moltissime gemme cieche. Le
piogge e le alte temperature hanno dato origine ad un notevole sviluppo
vegetativo e ad una fioritura prolungata nel tempo, spesso ostacolata dalle
avverse situazioni meteo. In molti vigneti, sia dell¡¯Italia settentrionale
che di quella meridionale, il vento, le piogge ed i repentini sbalzi di
temperatura hanno disturbato l¡¯allegagione causando un abbattimento delle
potenzialit¨¤ produttive. I
continui mutamenti climatici e l¡¯elevato tasso di umidit¨¤ hanno
determinato le condizioni ideali per il diffondersi delle principali
ampelopatie alcune delle quali, come peronospera, oidio e botrite, hanno
sferrato virulenti attacchi gi¨¤ nelle prime fasi vegetative, per culminare
nei mesi di luglio e di agosto favorite dalle condizioni climatiche e
meteoriche che hanno reso ancor pi¨´ vulnerabili gli acini in particolare
modo delle variet¨¤ a grappolo compatto e a buccia sottile. Infatti, a met¨¤ giugno l¡¯anticiclone proveniente dal Sahara ha riportato anche i termometri del Centro-Nord a temperature elevate: da Torino a Firenze si sono registrati 37¡ãC. Qualcuno pens¨° che l¡¯estate fosse arrivata in anticipo, assolutamente no. In luglio sono tornate le precipitazioni, a tal punto da essere considerato, al Nord, il mese pi¨´ piovoso del secolo, e con esse nuovi sbalzi di temperatura, temporali, grandinate e fulmini (83.000 solo il 14 luglio). Una situazione che ¨¨ durata anche per tutta la prima settimana di agosto quando al Nord la grandine ha colpito come non mai, mentre il Sud ¨¨ stato flagellato da trombe d¡¯aria e rovesci. Le avverse condizioni hanno tenuto banco fino al 12, poi una breve pausa per Ferragosto e quindi ancora, senza scampo, brutto. Da
allora si continua a sperare nel bel tempo del giorno dopo che, all¡¯atto
di chiudere questa rivista, non ¨¨ ancora arrivato. Una
situazione quasi paradossale che non trova riscontro in nessun altro Paese
dell¡¯Unione Europea e che, al 31 agosto, aveva fatto lievitare i prezzi
all¡¯ingrosso delle uve precoci e dei relativi vini dal 15 al 30%, a
seconda delle zone e delle variet¨¤, con punte anche del 40% per alcune
partite. Per gli altri prodotti, stiamo a vedere: i risultati il 25 ottobre a Veronafiere, quando, nell¡¯ambito del Seminario ¡°Renato Ratti¡± presenteremo le risultanze definitive di questa pazza annata. [Carlo
Queruli] |
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